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Prendi la prossima a destra, papà, la I-85. Nicoletta teneva la piantina stradale della Georgia sulle ginocchia mentre percorrevamo in auto l’incredibile intreccio di strade, superstrade ed autostrade che avviluppano la città di Atlanta. Era una caldissima giornata di agosto 1987. La mia bambina dodicenne era un ufficiale di rotta niente male, attenta, precisa, non sbagliava un colpo. Allora non c’erano mica i navigatori satellitari. Non so come me la sarei cavata senza di lei. Qualche giorno prima all’aeroporto di Los Angeles, mentre un pulmino ci stava portando al terminal, scendendo avevo dimenticato sul sedile il borsello con dentro documenti, soldi, carte di credito. Il pulmino stava ripartendo quando Nicoletta se ne accorse, lo fermò e recuperò i preziosi beni. Imboccai la I-85. Fermiamoci a mangiare un boccone, feci io dopo un po’ svoltando in un drive-in McDonald’s. Ordinammo al citofono e ritirammo allo sportello i nostri sacchetti caldi con hamburger, patatine e Coca. Mentre mangiavamo, Nicoletta mi mostrò la piantina. Vedi papà, adesso dobbiamo fare una trentina di miglia sulla 85, poi usciamo qui e prendiamo la 985 per Gainesville. Arrivati a Gainesville si gira per la 11, poi dopo un po’ prendiamo la 75 e si arriva a Helen. Da qui praticamente ci siamo, saranno quattro o cinque miglia. Dio benedica la mia bambina.

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I cinesi si stanno espandendo a Milano. Da Chinatown, il triangolo compreso tra Via Paolo Sarpi e Via Canonica, si vanno allargando progressivamente in altri quartieri e ormai se ne vedono dappertutto. Da indagini recenti , la popolazione cinese censita a Milano ha superato le 14.000 unità, a cui sono ovviamente da sommare tutti gli immigrati irregolari. E’ sorprendente apprendere che una piccola comunità si stabilì a Milano fin dagli anni ‘20, essendo giunta non dalla Cina, ma dalla vicina Francia. Questa comunità era in gran parte originaria dalla provincia di Zehjiang (subito a sud di Shanghai), forse a seguito della guerra civile che si era scatenata nella neonata repubblica (succeduta nel 1911 al Celeste Impero) tra i nazionalisti del generale Chang Kai Shek e i comunisti di Mao Zedong. Con l’avvento della Repubblica Popolare Cinese, i flussi migratori praticamente si arrestarono. Fu solo con la nuova politica di apertura inaugurata da Deng Xiaoping nel 1979 che l’emigrazione ripartì. A quell’epoca i cinesi residenti a Milano erano circa 500.

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Giudea e Samaria sono due regioni bibliche che oggi si trovano in gran parte in Cisgiordania, ovvero nei territori arabi occupati da Israele. Questi territori sono fuori dai normali itinerari turistici. Tuttavia non può esserci un viaggio “vero” in Israele senza visitare queste terre. E’ così che, avendo deciso di recarci in Israele lo scorso mese di ottobre, cerchiamo di prendere informazioni. L’ambasciata italiana di Gerusalemme sconsiglia tassativamente di andarci: troppo pericoloso. Lo stesso da parte delle guide israeliane che  ho prenotato nelle varie tappe. Tranne Betlemme, meta super turistica alle porte di Gerusalemme, ogni altro luogo nei “territori” viene sconsigliato. Non sono convinto, mi rivolgo ai servizi di sicurezza israeliani. Costoro mi dicono che in diverse città come Ramallah, Gerico, Hebron è complicato andare perché a) ci sono posti di blocco che spesso non lasciano passare in funzione delle tensioni locali, b) l’assicurazione delle auto a noleggio non è valida. Unica eccezione: Nablus. Attenzione però, girare in quei luoghi con una targa israeliana può attirare attenzioni sgradite. Cioè? Beh, magari i ragazzini ti tirano dei sassi. Ma la cosa non è frequente, dicono i servizi di sicurezza, e poi i sassi generalmente non sono grossi. Accenno di tutto questo – minimizzando – a mia moglie Carla che non fa storie. Vada per Nablus. L’albergatore a cui telefono per prenotare è entusiasta di riceverci.

Leggi tutto: Un giorno a Nablus  

“La minaccia di una catastrofe atomica, che potrebbe spazzar via la razza umana, non serve nel medesimo tempo a proteggere le stesse forze che perpetuano tale pericolo? ... Le cause di questa situazione rimangono non identificate, non chiarite, … spinte in secondo piano dinanzi alla … minaccia dall'esterno… l'Ovest minacciato dall'Est, l'Est minacciato dall'Ovest.

Egualmente ovvio è il bisogno di essere preparati, di vivere sull'orlo della guerra, … Ci si sottomette alla produzione in tempo di pace dei mezzi di distruzione… Se si tenta di porre in relazione le cause del pericolo con il modo in cui la società è organizzata…, ci troviamo immediatamente dinanzi al fatto che la società industriale avanzata diventa più ricca… a mano a mano che perpetua il pericolo… i nostri mezzi di comunicazione di massa trovano poche difficoltà nel vendere interessi particolari come fossero quelli di tutti gli uomini ragionevoli.

E tuttavia questa società è, nell'insieme, irrazionale. La sua produttività tende a distruggere il libero sviluppo di facoltà e bisogni umani, la sua pace è mantenuta da una costante minaccia di guerra, la sua crescita si fonda sulla repressione delle possibilità più vere per rendere pacifica la lotta per l'esistenza individuale, nazionale e internazionale.

Questa repressione opera oggi … da una posizione di forza. Le capacità intellettuali e materiali della società contemporanea sono smisuratamente più grandi di quanto siano mai state, e ciò significa che la portata del dominio della società sull’individuo è smisuratamente più grande di quanto sia mai stata”.

(da Herbert Marcuse "L'uomo a una dimensione", 1964).

Leggi tutto: Lotteria a San Pietro in Vincoli  

Sto facendo la doccia in un bagno che in tutto e per tutto somiglia al mio, quindi forse è proprio il mio. Mentre mi insapono la testa per farmi lo shampo, orrore! scopro di avere al polso sotto il getto d’acqua il Longines d’oro del 1958 lasciatomi da mio padre. La cosa mi sconvolge talmente che mi sveglio di colpo. Pfui, che spavento. Accendo la luce sul comodino, l’orologio è lì al suo posto, guardo l’ora, sono le sei del mattino, troppo presto per alzarmi. Ma anche troppo tardi per riaddormentarmi. Mi torna in mente la serata precedente, invitati a cena a casa di Dora e Antonio...


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Con noi c’é un’altra coppia anziana piuttosto simpatica, Giancarlo e Piera. Durante l’aperitivo a base di Prosecco accenno al film “Romanzo di una strage” che io e Carla abbiamo appena visto al cinema. Un bel film, niente da dire, anche se la teoria delle due borse piene di esplosivo mi è parsa francamente cervellotica. Piazza Fontana, era il mitico 1969, la bomba nella Banca Nazionale dell’Agricoltura. Chi se la dimentica, fu l’inizio degli Anni di Piombo...
Giancarlo e Piera annuiscono gentilmente mentre disquisisco sul film. Mi ricordo bene di quei fatti, il commissario Calabresi ammazzato qualche anno dopo proprio sotto casa della nostra amica Patrizia, l’anarchico Pinelli, Valpreda, il tassista Orlandi e tanti altri personaggi. Ancora oggi è tutto un fitto mistero. “E tu, dico a Giancarlo, di cosa ti occupi?”

Leggi tutto: La donna che visse tre volte  

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