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Mi sono spesso chiesto perché io abbia intitolato questo libro “Un treno per Nablus”. Effettivamente Nablus, che ho visitata alcuni anni fa e da cui ho preso spunto per uno dei racconti, ha un ruolo importante nel libro. Poiché la tesi è che le storie più sono vere più sono assurde, ebbene Nablus rappresenta – almeno nel mio limitato universo – una sorta di epicentro delle assurdità umane. Ma perché “Un treno per Nablus?”. Una risposta possibile è: chi si sognerebbe mai di andare in treno a Nablus? O forse l’ispirazione del titolo mi è venuta dal mitico film western “Quel treno per Yuma” che vidi da ragazzo e mi rimase per sempre impresso nella memoria. Chi lo sa. Naturalmente era indispensabile che nessun treno effettivamente andasse in quella città della Palestina, parendomi per qualche ragione che poterci andare in treno banalizzasse il mio titolo. Ho rovistato a lungo sul web su questo argomento e il risultato è stato che no, assolutamente nessuna linea ferroviaria esiste per Nablus e ciò mi ha molto rassicurato.

Senonché lo scorso gennaio mi trovavo a Gerusalemme e una sera, dopo aver cenato in un ristorantino mica male con i miei amici Davide e Cecilia, tornando a piedi verso il mio albergo siamo passati davanti alla vecchia stazione ferroviaria costruita dagli Ottomani nel 1892 per collegare Gerusalemme a Jaffa. Naturalmente è stata dismessa, e oggi è un tripudio di bar e ristoranti assai frequentati. Orbene dovete sapere che il mio amico Davide è un pozzo di scienza, ma non un pozzo di scienza qualunque. Non c’è argomento di storia che lui non abbia approfondito al livello di poterci scrivere ad occhi chiusi un trattato. Il fatto è che lui ama studiare più di qualsiasi altra cosa, e continuerebbe anche di notte se potesse evitare di dormire. L’ho nominato mio maestro, e non vorrei che lui abbia accettato solo per magnanimità o condiscendenza considerandomi un allievo con una certa refrattarietà ad approfondire sul serio le cose. Io ci provo, ma stargli dietro è veramente difficile. Insomma, per farla breve, passando davanti alla stazione ferroviaria di Gerusalemme mi venne in mente di sciogliere finalmente il mio dubbio. E’ dunque mai esistito, chiesi al mio maestro, un treno che portasse a Nablus?

Quando Davide si sente rivolgere una domanda del genere, anzi qualsiasi domanda, la sua risposta non può essere troppo diretta né tantomeno superficiale. Ci volle quindi un’adeguata premessa per inquadrare il periodo storico attorno al 1900 in cui l’Impero Ottomano, malato d’Europa e signore del medio oriente, intraprese la costruzione di una linea ferroviaria a scartamento ridotto che andasse da Damasco alla Mecca. Ebbene gli Ottomani, da tutti tacciati di essere corrotti e inefficienti, furono capaci di costruire e far funzionare la bellezza di oltre 1.300 km di ferrovia su un difficile tracciato in soli 7 anni, infrastrutture comprese. E’ vero che furono finanziati dagli alleati tedeschi che misero l’Ing. Messmer, mago delle ferrovie, a dirigere i lavori. Siccome i soldi a un certo punto finirono, la ferrovia venne accorciata di 400 km e arrivò a Medina anziché alla Mecca, tuttavia fu una notevole impresa. Ma la ferrovia passava da Nablus? chiesi io. Nossignori, rispose Davide, la linea ferroviaria tirava diritto verso sud passando da Amman, ma la Palestina venne collegata con una diramazione che partiva dalla città di Der’a in Siria e si sdoppiava in due ulteriori rami all'altezza della città di Afula, nell’attuale distretto nord di Israele. Un ramo portava a San Giovanni d’Acri passando da Haifa, l’altro a Nablus. Il progetto prevedeva che da Nablus la ferrovia proseguisse verso sud, passando per Beersheba e puntando sul canale di Suez attraverso il Sinai. Fu lo stesso Ing. Messmer a studiare il tracciato e a iniziare i lavori nel 1914. Con lo scoppio della guerra la ferrovia aveva assunto un chiaro scopo strategico: portare l’esercito turco in Egitto e scacciarne gli Inglesi. Ma gli Inglesi finalmente si svegliarono nel 1917, cosa di cui Lawrence d’Arabia si attribuì un merito non suo, passarono al contrattacco e i lavori vennero sospesi. E che fine ha fatto la ferrovia di Nablus? Incalzai preso da una certa ansietà. Ci furono molti danni durante la prima guerra mondiale, rispose il mio amico e maestro. Le potenze subentranti nel primo dopoguerra, Francia in Siria e Libano, Inghilterra nei restanti territori, non avevano interesse a rimettere in sesto i collegamenti che continuarono a funzionare solo su alcune tratte. Il colpo di grazia lo diede la guerra del 1948. Da allora Nablus non ha più alcun collegamento ferroviario.


Aaahhh! Ce l’ho fatta. Che “Un treno per Nablus” sia. E “Un treno per Nablus” fu!


Oscar Santilli Marcheggiani
Milano, ottobre 2016

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