Prendi la prossima a destra, papà, la I-85. Nicoletta teneva la piantina stradale della Georgia sulle ginocchia mentre percorrevamo in auto l’incredibile intreccio di strade, superstrade ed autostrade che avviluppano la città di Atlanta. Era una caldissima giornata di agosto 1987. La mia bambina dodicenne era un ufficiale di rotta niente male, attenta, precisa, non sbagliava un colpo. Allora non c’erano mica i navigatori satellitari. Non so come me la sarei cavata senza di lei. Qualche giorno prima all’aeroporto di Los Angeles, mentre un pulmino ci stava portando al terminal, scendendo avevo dimenticato sul sedile il borsello con dentro documenti, soldi, carte di credito. Il pulmino stava ripartendo quando Nicoletta se ne accorse, lo fermò e recuperò i preziosi beni. Imboccai la I-85. Fermiamoci a mangiare un boccone, feci io dopo un po’ svoltando in un drive-in McDonald’s. Ordinammo al citofono e ritirammo allo sportello i nostri sacchetti caldi con hamburger, patatine e Coca. Mentre mangiavamo, Nicoletta mi mostrò la piantina. Vedi papà, adesso dobbiamo fare una trentina di miglia sulla 85, poi usciamo qui e prendiamo la 985 per Gainesville. Arrivati a Gainesville si gira per la 11, poi dopo un po’ prendiamo la 75 e si arriva a Helen. Da qui praticamente ci siamo, saranno quattro o cinque miglia. Dio benedica la mia bambina.

 

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